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S. Cristoforo era uno dei soggetti più usati e preferiti, proteggeva
il viandante, preservava da disgrazie accidentali e dai pericoli dei
fiumi.
Una credenza molto diffusa voleva che chiunque guardasse fisso negli
occhi il gigante, il Santo è rappresentato molto grande con in spalla
il bambino molto piccolo, per quel giorno non sarebbe morto per improvvisa
calamità o subitaneo incidente.
Artisticamente a riguardo del S. Cristoforo di Massimeno si sottolinea
la particolare scioltezza delle linee e dei volumi, che l'autore raggiunse
anche grazie all'introduzione delle due Sante ai piedi del gigante ed
al poetico paesaggio di sfondo, oggi superstite solo in parte.
Al S. Cristoforo di Massimeno è legata una leggenda che racconta
di una donna avara che promise al santo di donargli dell'olio di oliva
del proprio frantoio in cambio di protezione. Un giorno passando davanti
al muretto della chiesa la donna si chinò per non farsi scorgere dal
santo, il frantoio allora si rovesciò e con lui tutto l'olio; al colmo
della rabbia l'avara urlò "non ne avrò io ma non ne avrai nemmeno tu!!"
Sulla facciata principale vi è grande portale in granito con croce scolpita
sull'architrave; Sulla sinistra il S. Cristoforo. Sopra il portale la
madonna con bambino e angeli, i santi Antonio Abate e Giovanni Battista
Vi sono anche resti di affreschi (Crocifissione) sulla facciata est
dell'edificio.
E' giunta fino a noi anche una nota di Simone II :
MASSIMENO 20 NOVEMBRE 1534
Chiesa di S. Giovanni, Massimeno (Iscrizione su Facciata)
Anche Filippo Baschenis figlio di Simone II ha prestato la sua opera
presso la chiesetta, la sua mano è infatti riconoscibile in alcune figure
(1534).
Una seconda leggenda riguarda la chiesetta e più propriamente la sua
acquasantiera di granito, che è murata. Si dice infatti che chi desidera
avere un figlio deve mettere la testa nel suo foro di pietra.
Già nel 1500 il territorio comunale di Lares in Val Genova, ricco di
alberi, veniva sfruttato in per il taglio del legname. Successe quindi
che di fronte allo sfruttamento indiscriminato, da parte di un privato,
della tuttora importante risorsa naturale, la comunità di Massimeno
reagì emettendo nel 1569 un regolamento a tutela del proprio patrimonio
il quale creava di fatto zona di riserva boschiva.
Durante il XVII secolo il comune di Massimeno acquistò dalla
pieve del Beggio il monte Lares.
In quel periodo infatti vi erano in val Genova proprietà di enti ecclesiastici
di altre zone i quali però non riuscivano ad avere un controllo diretto
sulle loro proprietà e finivano perciò per cederli, chi prima chi dopo,
alle locali comunità che in parte già controllavano queste terre.
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