La Fauna

CAMOSCIO
Ordine: Artiodattili
Sottordine: Ruminanti
Famiglia: Bovidi
Inglese: Chamois
Tedesco: Gams (Gamsbock: il maschio)
Francese: Chamois
Rendenese: Camusch


Nobilissimo abitatore delle foreste montane. Una certa iconografia che mostra i camosci appollaiati sulle vette dei monti è, nella maggior parte, falsa.

Il camoscio ama la foresta montana e se si spinge in alto, oltre il suo limite, lo fa per periodi più o meno lunghi, ma finisce col tornare alla foresta. La distinzione tra camosci di ghiacciaio e camosci di bosco, che i montanari fanno spesso, ha un fondamento di verità, ma si tratta di adattamenti locali dovuti alla fisionomia di determinate montagne.

La lunghezza del camoscio può collocarsi mediamente intorno ai 130 centimetri; a questa va aggiunta quella della coda che è di 6-8 centimetri, escludendo i peli terminali. Altezza al garrese da 70 a 80 centimetri. Il peso del camoscio della razza tipica alpina varia fra i 25 e i 35 chilogrammi per i maschi, e i 20 e 27 chilogrammi per le femmine. Il mantello del nostro animale si presenta con due livree: una estiva ed una invernale, con mute in primavera inoltrata ed autunno. Il pelo estivo è corto e rossastro. Una striscia di peli neri segue il filo della schiena formando la cosiddetta barba.

Dopo la muta annuale, il mantello diventa scuro, quasi nero, mentre le parti biancastre diventano candide. Il pelo si allunga e si ispessisce; la barba cresce fino a raggiungere, talvolta, i 25 centimetri. L’agilità del camoscio e la sua capacità di superare le asperità della montagna sono proverbiali: in questo, oltre che la sua struttura ossea e il forte sviluppo dei muscoli, gli è di grande aiuto lo zoccolo, bidattilo, perfettamente adatto a far presa sulla superficie della roccia; un’altra particolarità è legata alle dita che sono in grado di divaricarsi per facilitare i vantaggi della marcia sulla neve fresca.

I sensi del camoscio sono sviluppati in modo superlativo; sono in definitiva, le sue più potenti armi di difesa.L’età media del camoscio può fissarsi tra i dodici ed i quattordici anni. Il camoscio è un animale essenzialmente gregario e l’eccezione è rappresentata dal vecchi maschi, i solenghi, che talvolta accettano la compagnia di un maschio più giovane. La voce del camoscio,se così possiamo dire, si presenta in due modi diversi: il primo è il famoso fischio emesso dalle narici che è il segnale d’allarme;il secondo assomiglia a un belato nei piccoli ed a un suono gutturale nei vecchi, che lo emettono nel periodo degli amori.Questo cade verso l’inizio di novembre e si protrae anche oltre la metà di dicembre.

Il camoscio è un animale essenzialmente diurno e pascola di preferenza all’alba ed al tramonto; la sua alimentazione è piuttosto varia e comprende trifoglio alpino, graminacee, germogli di arbusti, licheni ed inoltre è molto ghiotto di sale per cui lo si può vedere presso le morene intento a leccare; presumibilmente composti salini.

Nel descrivere le corna del camoscio , presenti in entrambi i sessi, si sono spesso usate iperboli fantasiose, ma è certo che si tratta di un capolavoro della natura. Si tratta di vere corna permanenti composte da un astuccio esterno di sostanza cornea innestato su di una protuberanza ossea congiunta alla sommità del cranio. Esse s’innalzano perpendicolari all’asse del cranio, a volte parallele più spesso divergenti; nere color d’ebano, opache alla base e lucide verso la sommità, per lo sfregamento a cui le sottopone l’animale contro rami e cespugli. Terminano con una curva rivolta all’indietro, più pronunciata nei maschi che nelle femmine. Le corna sono di lunghezza media intorno ai 22 -26 cm , con un’ altezza sui 15-18 cm per una circonferenza alla base di 8-9 cm per i maschi e 6-7 per le femmine.

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